Il 27 marzo si accendono i riflettori sulla Giornata Mondiale del Teatro e lo Stabile di Torino la celebra con tante iniziative diverse.

Istituita nel 1961 dall’International Theatre Institute, questa data speciale celebra il mondo del teatro con una serie di eventi speciali. In occasione di questa ricorrenza, ogni anno viene diffuso un messaggio, tradotto in più di cinquanta lingue e affidato  a una figura di spicco – artista, intellettuale o personalità influente – che condivide le proprie riflessioni sul teatro e sulla cultura della pace. Il primo messaggio fu firmato da Jean Cocteau, mentre quello del 2025 è stato affidato al drammaturgo e regista greco Theodoros Terzopoulos. Anche il Teatro Stabile di Torino è parte attiva di questa comunità internazionale attraverso diverse iniziative, che promuovono la funzione del teatro come spazio per i cittadini e per una cultura della pace e dell’inclusività.

Giovedì 27 marzo
verrà trasmesso su RAI5 alle ore 21.15, in collaborazione con RAI Cultura, lo spettacolo La tempesta, regia Alessandro Serra, prodotto dal Teatro Stabile di Torino.

Sabato 29 marzo presso le Fonderie Limone di Moncalieri:
dalle 14 alle 15 – Visita guidata agli spazi
25 posti // Ingresso libero previa prenotazione online »


dalle 15 alle 17 – Prove aperte de La gatta sul tetto che scotta, regia Leonardo Lidi
50 posti // Ingresso libero previa prenotazione online »


dalle 17 alle 18 – Visita guidata a cura di Arteco alla mostra fotografica Mirabilia di Riccardo Banfi
25 posti // Ingresso libero previa prenotazione online »

Domenica 30 marzo al Teatro Carignano:
ore 18 – Appuntamento con Scena Aperta
// Acquista online


ore 18.30 – Visita guidata a cura di Arteco alla mostra Custodire la scena
25 posti // Ingresso libero previa prenotazione online »


Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2025
di Theodoros Terzopoulos, Grecia
Regista teatrale, Educatore, Autore, Fondatore e Direttore Artistico di Attis Theatre Company, Ispiratore delle Olimpiadi Teatrali e Presidente del Comitato Internazionale delle Olimpiadi Teatrali 

Può il teatro sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando, in un mondo di cittadini impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerati nella loro soffocante privacy? In un mondo di esistenze robotizzate all’interno di un sistema totalitario di controllo e repressione in ogni ambito della vita? Il teatro è preoccupato per la distruzione ecologica, il riscaldamento globale, la massiccia perdita di biodiversità, l’inquinamento degli oceani, lo scioglimento delle calotte polari, l’aumento degli incendi boschivi e gli eventi meteorologici estremi? Può il teatro diventare parte attiva dell’ecosistema? Da molti anni il teatro sta osservando l’impatto dell’uomo sul pianeta, ma ha difficoltà ad affrontare questo problema.
Si preoccupa il teatro della condizione umana così come si sta delineando nel XXI secolo, in cui il cittadino è manipolato da interessi politici ed economici, reti mediatiche e aziende che formano
l’opinione pubblica? Dove i social media, per quanto la facilitino, sono il grande alibi della comunicazione, perché garantiscono la necessaria distanza di sicurezza dall’Altro? Un senso pervasivo di paura dell’Altro, del diverso, dello Straniero, domina i nostri pensieri e le nostre azioni. Può il teatro fungere da laboratorio per la coesistenza delle differenze senza tenere conto del trauma sanguinante? Il trauma sanguinante ci invita a ricostruire il Mito. E come dice Heiner Müller: “Il mito è un aggregato, una macchina alla quale si possono collegare macchine sempre nuove e diverse. Trasporta l’energia fino a quando la velocità crescente farà esplodere il campo culturale” e, aggiungerei, il campo della barbarie. I riflettori del teatro possono far luce sul trauma sociale e smettere di gettare un’immagine fuorviante su sé stesso? Domande che non ammettono risposte definitive, perché il teatro esiste e sopravvive grazie a domande senza risposta.
Domande innescate da Dioniso, che attraversa il suo luogo di nascita, l’orchestra del teatro antico, e continua il suo silenzioso viaggio da profugo attraverso paesaggi di guerra, oggi, nella Giornata
Mondiale del Teatro. Guardiamo negli occhi Dioniso, il dio estatico del teatro e del Mito che unisce passato, presente e futuro, figlio di due nascite, da Zeus e da Semele, espressione di identità fluide, femminile e maschile, iroso e gentile, divino e animale, in bilico tra follia e ragione, ordine e caos, un acrobata sul crinale tra la vita e la morte. Dioniso pone una domanda ontologica fondamentale: “Qual è il senso di tutto questo?” una domanda che spinge il creatore verso un’indagine sempre più profonda sulle radici del mito e sulle molteplici dimensioni dell’enigma umano. Abbiamo bisogno di nuovi modi narrativi che coltivino la memoria e creino una nuova responsabilità morale e politica per fuoriuscire dalla multiforme dittatura del Medioevo odierno.

Theodoros Terzopoulos

Tradotto dall’inglese: Roberta Quarta / Centro Italiano dell’International Theatre Institute
La Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo) è promossa in tutto il mondo dall’International Theatre Institute (ITI).